Nel 1918, per dare credito a chi non l’aveva, nasceva la Cassa Rurale di San Giovanni Battista, poi Cassa Rurale ed Artigiana, ora Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo. La nostra sede si trova a San Giovanni Rotondo (Foggia), in Viale Aldo Moro,9. Operiamo nelle città di San Giovanni Rotondo, Foggia, San Marco in Lamis, Rignano Garganico,Carpino,  Manfredonia, Monte Sant’Angelo e San Severo.

L’atto costitutivo
L’anno 1918 il giorno 16 maggio nel circolo cattolico al corso Umberto I n° 16 a pianterreno, innanzi al Notaio Antonio Bramante , Notaio di Cagnano Varano alla presenza dei testimoni Onofrio De Cosmo, fabbro ferraio, Antonio Centra , calzolaio sono comparsi: L’Arciprete Prencipe Giuseppe, sacerdote De Stasio Raffaele , sacerdote Massa Giuseppe, Sacerdote Pennelli Felice, Sacerdote Morcaldi Tommaso, Sacerdote Lombardi Filippo, Sacerdote Novelli Salvatore, Sacerdote Miscio Giovanni, De Cata Pasquale,Longo Matteo,Gorgoglione Matteo, Cascavilla Donato, Ricci Francesco, Zoccano Costanzo,Tamburano Michelangelo, Marchesani Antonio, Lombardi Cosimo, Cascavilla Nicola, Notarangelo Antonio, Ercolino Giuseppe, Placentino Pietro,Capodilupo Antonio, Placentino Michele.Dichiarano di costituire una società denominata Cassa Rurale di prestiti di San Giovanni Battista società cooperativa. (estratto dall’atto costitutivo originale)

La nostra storia
Dal 1918 la sua natura votata alla solidarietà agisce con responsabilità sociale affinchè il suo di valore crei valori.
La Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo nasce nel 1918 come espressione concreta dei principi di solidarietà e mutualità sociale.

E’ nata per l’opera del coraggioso sacerdote Don Giuseppe Prencipe “fondatore” che voleva consentire l’accesso al credito agli agricoltori e agli artigiani fino ad allora esclusi dai circuiti finanziari e spesso oggetto di fenomeni di usura.

Oggi la Banca riafferma i concetti di solidarietà sociale ed impegno nei confronti della collettività nella sua attività bancaria, tramite una politica del credito che vuole essere corretta e trasparente, rivolta principalmente alle famiglie e alle piccole e medie imprese.

Dalle Casse Rurali alle Banche di Credito

Dal 1883 ai giorni nostri.

È questo l’arco temporale di oltre un secolo nel corso del quale si è svolta la storia delle Casse Rurali diventate, in tempi più recenti, Banche di Credito Cooperativo (BCC).

Con l’ emanazione nel 1891 dell’enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, che esortava i cattolici ad intraprendere iniziative concrete in campo economico per stimolare lo sviluppo dei ceti rurali e del proletariato urbano, prende avvio un vasto processo di nascita e diffusione delle Casse Rurali in diverse regioni italiane.

Nel 1905 nasce la Federazione Italiana delle Casse Rurali, che si impegna nella formazione di numerose Federazioni locali. Nel 1922 le Casse rurali sono 3.540.

Dal 1936 La Federazione è affiancata dall’Ente Nazionale delle Casse Rurali Agrarie ed Enti Ausiliari. Nel 1944 la Federazione, a seguito di una ordinanza, viene sciolta.

L’anno successivo viene varato il Testo Unico sulle CRA – Casse Rurali ed Artigiane – dove vengono definite come società cooperative aventi per oggetto principale “l’esercizio del credito a favore di agricoltori e del credito a favore di artigiani, congiuntamente e disgiuntamente”.

Nel 1950 viene costituita la Federazione Italiana (Federcasse) che, dopo la liquidazione dell’Ente Nazionale delle Casse Rurali Agrarie ed Enti Ausiliari avvenuta nel 1979, è oggi l’unico organismo di rappresentanza del Credito Cooperativo.

A partire dagli anni 60 prende avvio un periodo di intenso sviluppo del movimento: nel 1963 viene fondato l’ICCREA – Istituto centrale delle CRA, mentre nel 1978 viene costituito il Fondo di Garanzia dei Depositanti primo esempio in Italia di un organismo di autotutela delle banche e, indirettamente, degli interessi dei depositanti.

Con il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia del 1993 vengono cancellati i limiti di operatività fino ad allora in vigore, consentendo alle Banche di Credito Cooperativo (questa la nuova denominazione) non solo di offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche, ma anche la possibilità di diventarne socio per chiunque operi nel territorio di competenza.

È storia di oggi il processo di razionalizzazione del movimento di Credito Cooperativo avvenuta attraverso la trasformazione del gruppo in sistema. Queste le tappe del cambiamento:

– nel 1993 a Sanremo, in occasione dell’XI Convegno Nazionale delle Casse Rurali ed Artigiane, vengono

poste le basi per la nascita della capogruppo di impresa delle BCC: Iccrea Holding Spa.

– nel 1999 a Riva del Garda, dove si svolge il XII Convegno Nazionale, viene presentato un articolato progetto di riforma del versante associativo.

Nello stesso periodo vede la luce la “Carta dei Valori del Credito Cooperativo” che raccoglie i principi distintivi dell’identità delle BCC.

Le Banche di Credito Cooperativo in numeri

(Dati al 30 Giugno 2011)

414 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali

4.403 sportelli (13,1% degli sportelli bancari italiani)

Presenza diretta in 2.705 Comuni ed in 101 Province; in 555 Comuni rappresentano l’unica realtà bancaria.

1.148.969 soci (+ 5,8%)

Circa 6 milioni di clienti

36.600 dipendenti (compresi anche quelli delle Società del sistema)

Raccolta diretta complessiva: 150,6 miliardi di €
(+ 0,2 annuo contro il + 0,9% del resto del sistema bancario)

Impieghi economici: 137,9 miliardi di €
(+ 5,4 % annuo contro il +4,9% registrato nel sistema bancario complessivo)

Impieghi economici alle imprese: 92,6 miliardi di €
(+6% contro il +5,5% registrato nel sistema bancario complessivo)

Patrimonio di vigilanza: 19,6 miliardi di € (+2,2%)

Gli impieghi erogati dalle BCC italiane rappresentano il 17,3% del totale dei crediti alle Piccole imprese artigiane, l‘8,4% alle Famiglie consumatrici, l‘8,3% delle Società non finanziarie, il 10,9% del totale dei crediti alle Istituzioni senza scopo di lucro (Terzo Settore).

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