La Banca

17 dicembre, il senso di un segno

Il 17 dicembre, data quantomai simbolica, presso il Salone Parrocchiale della Chiesa di San Leonardo Abate, si è svolta la cerimonia per ricordare - grazie alla presentazione di un volume - la figura e l’azione di Giuseppe Prencipe, arciprete della comunità sangiovannese dal 6 settembre 1916 fino al 17 dicembre 1950, giorno della sua morte.
Il volume, dal titolo Giuseppe Prencipe 1872-1950. Un prete sociale a San Giovanni Rotondo, condotto con onesto rigore metodologico da Piergiuseppe Corritore, ha inteso porre nel dovuto rilievo sia l’assoluta consapevolezza dell’arciprete di leggere il presente sia l’altrettanto sua assoluta capacità di delineare il futuro.
 
Giuseppe Prencipe, «prete sociale», ha creato quelle indispensabili premesse per guidare la sua comunità verso quanto più corretti ed opportuni destini di civiltà ed accompagnarla in una dimensione finalmente moderna.
Non è un caso che egli abbia offerto prove della sua intelligenza proprio sull’orizzonte temporale di quella difficile fase storica - il cui confine è segnato dal tragico svolgersi del primo conflitto mondiale - in cui l’umanità superava l’ormai antica e desueta dimensione ottocentesca per proiettarsi nelle veloci e moderne dinamiche del XX secolo.
 
Egli è infatti promotore dell’allora Cassa Rurale di Prestiti di San Giovanni Battista (la cui costituzione viene siglata il 16 maggio 1918), un istituto di credito fortemente desiderato, fondato e difeso dallo stesso Prencipe, tanto che ancora oggi esso prosegue la sua centenaria testimonianza, al quotidiano servizio del territorio.
 
Un istituto - sono parole di Giuseppe Palladino, presidente della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo - da considerarsi quale vero e proprio patrimonio morale e culturale, prima ancora che economico o finanziario.
Dense di riconoscenza anche le parole di Michele Castoro (vescovo della diocesi), parole che hanno ricordato - alla luce della Rerum Novarum, l’enciclica di Leone XIII (1891) - lo spirito davvero innovatore dell’arciprete.
Oltre ad aver creato una banca «a misura d’uomo», Prencipe ha assecondato la nascita di un nuovo partito di massa, d’ispirazione cattolica, il Partito Popolare Italiano (1919), ed è stato altresì ispiratore del Circolo Giovanile Giosuè Borsi (verso la fine degli anni Venti).
 
Saluti e ringraziamenti - non solo formali - sono stati rivolti al “padrone di casa”, don Giovanni D’Arienzo, che ha ospitato la manifestazione all’interno di uno spazio, da ritenersi anch’esso simbolico: segno, ancora, dell’inconfondibile opera dell’illuminato sacerdote.
 
Le parole del sindaco, Costanzo Cascavilla, hanno esortato ad un maggiore spirito di collaborazione tra le istituzioni, così da predisporsi ad affrontare e risolvere al meglio le tante urgenze del territorio.
Nel corso della cerimona, la platea ha tributato un affettuoso e sincero saluto a Vincenza Placentino, nipote dell’arciprete Prencipe e custode discreta della sua memoria.
17 dicembre: una data simbolica, si è detto.
17 dicembre: un segno legato, certo, alla vita della Cassa Rurale di Prestiti ma anche, e soprattutto, ad eventi ed avvenimenti legati alla Storia della comunità di San Giovanni Rotondo.

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